Marzo 23, 2021

Intervista a Maurizio Benelli, AD di Assicoop Romagna Futura

Nonostante l’emergenza sanitaria abbia, ovviamente, generato preoccupazione nell’intero settore delle assicurazioni, Assicoop Romagna Futura, agente UnipolSai delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, non ha subito passivamente la situazione ma ha saputo reagire con azioni tempestive ed efficaci.


Una di queste, come spiega l’amministratore delegato Maurizio Benelli, che ha consolidato la coesione di Gruppo è stata la decisione di Unipol di restituire ai clienti una parte del premio delle polizze Rc auto. «Per noi il modo con cui abbiamo affrontato i problemi creati dalla pandemia è stata una fase di passaggio importante anche grazie alla scelta di Unipol di adottare il digitale come modalità di gestione dei rapporti col clienti, spingendo sui processi digitalizzati, i pagamenti con la carta credito, i pagamenti e i servizi ai clienti a distanza».


Qual è la storia di Maurizio Benelli all’interno di Assicoop Romagna Futura?
«Tutta la mia carriera nel mondo assicurativo, iniziata nel 1984, si è svolta in Assicoop. Ho iniziato a Forlì vendendo polizze e ho avuto l’opportunità di ricoprire tutti i ruoli commerciali in azienda, fino a diventare, un paio di anni fa, amministratore delegato, dopo avere ricoperto per tre anni il ruolo di direttore commerciale. Nel mio percorso il mondo delle assicurazioni ha rivestito sicuramente il ruolo prioritario, ma mi piace ricordare anche l’attività politica e negli enti locali con il ruolo di amministratore pubblico in Provincia e in Comune a Forlì; attività queste che ho portato avanti per una passione che ho scoperto a un certo punto della mia vita e che mi ha portato crescita, soddisfazioni ma anche tante delusioni: se dovessi riassumere in una frase la mia esperienza, direi che sono stato fortunato avendo potuto scegliere il mestiere che mi piace».


Tornando alla pandemia, qual è stata la fase più delicata che avete affrontato?
«Direi quella da metà marzo a fine aprile, con l’apice che è coinciso con il lockdown totale della provincia di Rimini: quando quel venerdì uscì la disposizione della Presidenza del Consiglio, che prevedeva la chiusura totale degli uffici, abbiamo predisposto, grazie alla disponibilità e alla compatenza del responsabile di quel territorio, delle strutture interne di Assicoop e di tutti i colleghi un diverso livello di servizio basato sulla risposta telefonica, sul servizio attraverso gli strumenti digitali e lo smart working».

Come si è chiuso il 2020?
«È stato un anno importante sia per la i premi totali in crescita, in particolar modo nell’ambito dei prodotti vita e del risparmio, sia per l’arrivo di nuovi clienti.
Ritengo che la nostra capacità di reazione in un anno così complicato e inatteso e i risultati ottenuti non siano dovuti alla fortuna, ma al fatto che siamo un’azienda sana che ha dimostrato di possedere le risorse per affrontare le difficoltà siano esse risorse economiche che umane.
Per esempio, non abbiamo utilizzato la cassa integrazione per i dipendenti e allo stesso tempo abbiamo strutturato supporti economici per i colleghi liberi professionisti che sono stati duramente colpiti dai vari lockdown totali o parizali».

E quali sono i progetti per quest’anno?
«I salti di qualità che dobbiamo fare sono due: il primo nel settore del corporate e dell’impresa in generale; non è più sufficiente essere competenti di assicurazioni, ma serve conoscere le dinamiche aziendali, le prospettive, il contesto complessivo in cui l’impresa opera e cpon cui si confronta; l’obiettivo è trasformare gli account in consulenti che forniscono risposte assicurative, ovviamente, ma partendo da un analisi complessiva delle esigenze del clienti. L’altro ambito è il rafforzamento del gruppo di consulenti assicurativi dedicati al mondo della famiglia e dei professionisti con nuovi colleghi che siano “digitali naturali”.
Per ottenere questi risultati ci stiamo muovendo anche attraverso percorsi formativi che coinvolgono no solo queste due iniziative; abbiamo infatti progetti che riguardano questi due ambiti con formazioni tecniche ma anche percorsi per inserimento di neo professionisti che mettono al centro l’utilizzo degli strumenti digitali della Compagnia per fornire servizio al cliente ma anche un percorso di alto management rivolto ai nostri migliori profili».

E per quanto riguarda il rapporto con Federcoop?
«È una collaborazione nella quale ho sempre creduto. Le tre società che hanno costituito Federcoop Romagna partivano tutte da un’esperienza e una competenza di alto livello e con una forte radicazione territoriale. Ritengo che se non si fosse fatta quella scelta di fusione non ci si sarebbe potuti dare gli obiettivi di oggi, cioè di avere una struttura di servizio a disposizione del settore cooperativo dell’Emilia-Romagna. Il gruppo dirigente precedente aveva svolto un lavoro imponente per valorizzare le competenze interne sfruttando le peculiarità di ciascun territorio e con l’arrivo di Paolo Lucchi la struttura ha compiuto un ulteriore salto in avanti, aggiungendo attività che non si limitano alla consulenza e alla tenuta della contabilità ma che forniscono servizi utili al movimento cooperativo ma che guarda con attenzione al mercato».
Il punto di arrivo di questo percorso di collaborazione è il portale welfare.coop?
«Diciamo che è l’ultima novità. Si tratta di un servizio di welfare aziendale che è specifico e al servizio di questo territorio, delle imprese e, soprattutto del movimento cooperativo e che come Assicoop e Federcoop siamo riusciti a creare sfruttando le peculiarità del gruppo Unipol. Ma non è l’unico: voglio citare ad esempio come proprio durante la pandemia nella collaborazione assicoop -Federcoop abbiamo spinto con forza per l’adesione delle cooperative a strumenti che tutelassero i propri dipendenti in caso di ricovero in terapia intensiva».

Intervista tratta dal n.2/2021 della Romagna Cooperativa

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