Marzo 2, 2021

Libra e Ricercazione si fondono e nasce Librazione

Una nuova realtà che si occupa di progettazione, ricerca, intervento e gestione di servizi in ambito sociale. Il primo lavoro condiviso era stato il progetto del Circolo Cooperatori di educazione ai valori mutualistici nelle scuole

Una fusione fra due imprese, e questo vale ancora di più se sono cooperative, non deve essere solo suggerita da opportunità economiche ma dalla forte convinzione di potere costruire un futuro che non sia semplicemente una somma delle attività precedenti. Ed è proprio questa la forte motivazione ideale che costituisce le fondamenta del processo che ha portato Libra e RicercAzione a mettere insieme le forze e le intelligenze dei soci per fare nascere LibrAzione: la nuova cooperativa è nata ufficialmente il 1 dicembre 2020, mentre l’11 gennaio 2021 è stato eletto il nuovo Consiglio d’amministrazione che, a sua volta, ha nominato presidente Laura Gambi e vicepresidente Doriana Togni. Proprio a loro chiediamo quale sarà il cammino della nuova realtà associata a Legacoop Romagna e Confcooperative.
Gambi, perché avete deciso di unire le cooperative?
«Sono molti anni che collaboriamo e ci confrontiamo con RicercAzione sulle dinamiche e le opportunità dei settori in cui lavoriamo. Il primo lavoro condiviso, non a caso, è stato un progetto di educazione cooperativa nelle scuole nato con il Circolo Cooperatori Ravennati, che aveva l’obiettivo di trasmette ai giovani i valori della cooperazione, attraverso la simulazione d’impresa. Oltre a questo progetto che ancora condividiamo, negli anni successivi abbiamo realizzato assieme alcune ricerche, tra cui una relativa alla presenza di lavoratori migranti nelle cooperative. Attualmente gestiamo con RicercAzione anche l’Informagiovani di Faenza».
E quando avete iniziato il percorso di fusione?
«Un anno e mezzo fa, quando, ci siamo chieste se si potevano mettere insieme le nostre forze per sviluppare le nostre capacità progettuali e di relazione col territorio, ma anche per economizzare alcune risorse soprattutto legate all’organizzazione. E ci siamo rese conto di alcuni aspetti importanti che ci accomunano: per esempio siamo cooperative composte da soci che sviluppano idee progettuali che vengono concretizzate in servizi. Crediamo molto nell’autonomia e nella capacità progettuale dei soci».
E pare di capire, Doriana Togni, che non avete voluto semplicemente “sommare” le vostre forze, ma creare un valore aggiunto.
«Esatto. Siamo partiti dalla nostra lunga esperienza di ricerca nel campo del sociale e della progettazione che ne segue. Questa è senza dubbio una risorsa per non limitarci a proporre i servizi di LibrAzione come una somma di quelli delle due cooperative, continuando semplicemente a gestire quelli già in essere, ma per rilanciare la nostra azione con progetti innovativi. Questo è l’elemento principale del lavoro che ci aspetta: LibrAzione non nasce dalla necessità di due società che se non si fondono smettono di esistere, ma è un rilancio del modo di fare cooperazione nel territorio e per la comunità. E questo credo dia un valore particolare alla fusione».
Quali attività e servizi di Libra diventeranno servizi di LibrAzione?
«Libra, nata nel 1985, si è specializzata nella progettazione e gestione di servizi educativi, psicologici, sociali e culturali, di informazione e orientamento, rivolti a giovani, donne, immigrati, minori e famiglie. Realizza inoltre interventi di sviluppo di comunità e servizi psicologici e di psicoterapia».
E RicercAzione?
«La nostra storia parte dalla ricerca sociale per diventare progettazione e realizzazione di servizi e interventi nell’ambito dell’accoglienza e integrazione di migranti e cittadini stranieri, della prevenzione dei comportamenti a rischio e dell’inclusione sociale di soggetti fragili e vulnerabili … ovviamente senza dimenticare le radici nella ricerca in un’ottica di innovazione sociale».
Quante persone lavoreranno nella nuova cooperativa e quale l’area di intervento?
«LibrAzione avrà 35 soci e il territorio di riferimento continuerà a essere quello dove le due realtà operavano, cioè prevalentemente quello romagnolo».
Ma adesso ovviamente puntate a espandervi.
«L’obiettivo è di espandere, più che i territori, il numero e la tipologia dei servizi che offriamo, aumentando il lavoro di progettazione. Siamo intenzionate a sviluppare servizi per la comunità, consolidando la relazione con le istituzioni e le pubbliche amministrazioni, ma anche proponendoci direttamente ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Un esempio: l’attività di psicoterapia e quella di consulenza alle aziende, che vorremmo davvero fare crescere. Vorremmo anche rilanciare il valore del lavoro in cooperativa: non è un caso che aderiremo sia a Legacoop che a Confcooperative».
Il 2020 si avvia alla conclusione ed è stato un anno difficile per tutti.
«Ne abbiamo risentito, ma per ora non in maniera devastante come è successo in altri settori. Con grande fatica si è cercato di tenere insieme i pezzi si è cercato di portare avanti il lavoro. Alcune attività sono state sospese, altre sono state garantite in smart working: in ogni caso a fine anno i fatturati un po’ ne risentiranno».
Ma è chiaro che guardate al futuro con ottimismo?
«Certo, anche perché quando si fa nascere qualcosa si deve mettere energia positiva altrimenti viene fuori una cosa morta in partenza. È ovvio che ci stiamo misurando con alcune dinamiche non semplici come quella di mettere insieme tante persone, ma siamo comunque due gruppi solidi e c’è atteggiamento positivo da parte dei soci. Il nostro percorso nasce da un confronto sulle idee che abbiamo e sulle cose importanti che abbiamo fatto. Ora dobbiamo riuscire a raccontare bene quanto è bello questo nostro progetto…».

(P.P.)

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