Febbraio 23, 2021

I Cooperatori e il governo Draghi

Il Governo Draghi, nato sulla spinta del forte appello del presidente della Repubblica all’unità, come tutti i governi andrà misurato sulla capacità di applicare i contenuti programmatici presentati e approvati dai due rami del Parlamento. C’è molta attesa nel Paese, fiducia nel presidente del Consiglio e nella sua persona, e anche molte aspettative.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi


Le premesse del nuovo governo sono state positive, a cominciare dalla consultazione delle forze economiche e sociali, tra cui le centrali cooperative, per ascoltare le loro proposte e i loro orientamenti. Da parte nostra, come Legacoop e Alleanza delle Cooperative, abbiamo messo a disposizione del presidente del Consiglio e del nuovo Governo quanto elaborato negli ultimi mesi in relazione alla gestione della pandemia, al recovery plan, alle scelte politiche, ambientali e sociali, alle problematiche relative al mercato del lavoro e all’occupazione, alla digitalizzazione del sistema produttivo e della pubblica amministrazione. Molte delle nostre ragioni e proposte le abbiamo ritrovate nel discorso di insediamento di Draghi e auspichiamo che l’eterogeneità della maggioranza che lo sostiene non influisca sulla capacità decisionale e sulla necessità di accelerare nella definizione dei programmi e dei progetti relativi al recovery e alla lotta contro il coronavirus.
Abbiamo giudicato positivamente l’esperienza del governo Conte, prematuramente conclusa, per la capacità che ha avuto di ricostruire un forte e non scontato rapporto con l’Europa, intervenire celermente sulle emergenze sanitarie e su alcuni importanti comparti dell’economia e, come gran parte degli italiani, siamo rimasti sconcertati dall’apertura di una crisi di governo strumentale e immotivata.
Al pari del rapporto che abbiamo instaurato con il governo Conte, anche col governo Draghi, forti della nostra autonomia chiediamo che il metodo della concertazione e il rapporto con i corpi sociali intermedi e i sindacati divenga un metodo costante.
Chiediamo che la centralità assegnata al piano vaccinale preveda un’accelerazione dei programmi e un vasto coinvolgimento delle istituzioni locali e delle reti sociali nazionali di cui noi siamo tanta parte e che oltre alla proroga del blocco dei licenziamenti si realizzi un’organica riforma degli ammortizzatori sociali e degli strumenti di sostegno al reddito, compreso il reddito di cittadinanza, per dare certezza a chi purtroppo si troverà senza lavoro e alle imprese.
E che si sviluppi quella politica di investimenti infrastrutturali all’insegna della sostenibilità ambientale che dovrà riguardare anche molti obiettivi nel territorio romagnolo.
Faremo come sempre la nostra parte e consapevoli del ruolo e del peso che i cooperatori assumono nel nostro territorio e nel nostro Paese mettiamo a disposizione le nostre migliori risorse ed energie per dare una mano a uno sforzo nazionale necessario per uscire dalla situazione di difficoltà in cui versa il Paese.


Mario Mazzotti
Presidente Legacoop Romagna

Editoriale dal n.2/2021 della Romagna Cooperativa

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