Dicembre 15, 2020

Princess Più, alta moda per tutto li mondo

Quarant’anni fa le operaie della fabbrica di Savignano sul Rubicone occuparono lo stabile per salvare il proprio lavoro. Oggi la cooperativa da loro fondata produce camicie
per un grande marchio

La Cooperativa Princess Più di Savignano sul Rubicone compie 40 anni: venne costituita da 25 soci il 6 novembre 1980 nello studio di un notaio cesenate. Facevano parte del gruppo originario 20 donne, già operaie nel settore tessile, una casalinga e tre uomini, impiegati in altri settori: questi ultimi in rappresentanza delle figlie allora minorenni, che non potevano partecipare all’atto di fondazione.
In quel momento una parte importante della storia della cooperativa si era già consumata, e con successo. Princess Più, infatti, nacque dopo un mese e 18 giorni di occupazione della fabbrica da parte delle operaie che vi lavoravano, per loro stessa iniziativa. Un “workers buyout” ante litteram, con la determinazione e l’entusiasmo di chi vuole tenersi stretto il lavoro ad ogni costo. Alla fine di agosto di quell’anno, di fronte alla prospettiva di fallimento dell’allora proprietario della fabbrica, le lavoratrici avevano deciso di occupare lo stabile, per mettere al riparo dai debiti accumulati con le banche il lavoro e le commesse da portare a termine.
Le socie fondatrici ricordano che dopo una prima notte passata sui gradini, l’occupazione procedette con una regolarità organizzativa impeccabile: «La notte si faceva a turni, ma di giorno tutte erano presenti al lavoro, a tagliare e cucire vestiti di pregio (soprattutto, come oggi, camicie) per l’alta moda “made in Italy”. L’occupazione – come oggi ricorda chi ne fu protagonista – fu un periodo difficile ma anche carico di entusiasmo e di una bella dose di incoscienza». Giorni difficili, in cui a prevalere, anche grazie al sostegno del sindacato e nella fase finale dall’allora Lega delle Cooperative di Forlì, furono sempre la tenacia e la voglia di lavorare.
Per avviare l’attività, che prese ufficialmente il via a inizio dicembre del 1980, le socie della nuova cooperativa Princess Più rilasciarono garanzie personali: 56 milioni di debiti sottoscritti su una cambiale che ancora oggi è appesa ai muri della cooperativa. Memoria collettiva e monito ancora attuale al lavoro di squadra.
Da allora, i periodi di lavoro intenso di sono alternati ad altri più complicati, non senza discussioni nella base sociale, anche se alla fine «l’interesse della cooperativa ha sempre vinto».


Oggi Princess Più continua a lavorare per conto di un grande marchio della moda italiana, facendo ancora in prevalenza camicie in tessuti pregiati (seta e chiffon), che vengono vendute in tutto il mondo, dall’Europa agli Stati Uniti, fino a Dubai. E’ una impresa piccola ma solida, riconosciuta nel suo settore per serietà e professionalità. La squadra è composta da sette socie, due dipendenti e un amministrativo che sanno benissimo qual è il segreto del loro successo: «Non ci annoiamo mai, ogni camicia è diversa, ogni volta si ricomincia. La moda ogni volta ti sorprende». Anche oggi, infatti, nel bel mezzo di una crisi mondiale, Princess Più guarda al futuro con lo stesso spirito delle origini, senza arrendersi. (S.B.)

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