Agosto 17, 2020

«Quando mi sono ammalata la cooperativa era qui per me»

Le febbri reumatiche e la diagnosi di Erica: «Ma Zerocento non mi ha mai lasciato sola». Continua il viaggio di #cambialavita tra le storie della cooperazione sociale di tipo B.

Erica Costa (foto Blaco)

«Quando mi sono ammalata per me è cambiato tutto. Ma la cooperativa mi è sempre stata vicina e non mi ha mai lasciato a casa”. Per Erica Costa, quarantenne imolese, la vita è cambiata nel 2018, con la scoperta di essere affetta da artrite reumatoide, una grave malattia infiammatoria cronica autoimmune. Fino a quel momento aveva lavorato come operatrice sociosanitaria, prima in una casa di riposo a Imola e dal 2016 nella cooperativa faentina Zerocento, cercando sempre di conciliare al meglio gli impegni professionali e la famiglia.
«Sono entrata in Zerocento dopo la prima maternità – racconta –. Per avere orari compatibili con le mie esigenze familiari mi hanno proposto di lavorare come Oss domiciliare, un compito che ho svolto per due anni. Il lavoro di Oss mi piaceva molto, soprattutto per il rapporto umano che si instaurava a casa delle persone. Come assistente domiciliare ho lavorato anche con il Sert e il servizio di igiene mentale».

Foto: Fabio Blaco


«A fine 2018 ho iniziato ad avere febbri reumatiche – prosegue –. Era lo stesso periodo in cui stavo concludendo il percorso di adozione del mio secondo bambino, in Ungheria. Tutto è diventato improvvisamente difficile, stavo male, non potevo lavorare e il problema più grande è stato riuscire ad accogliere bene il bimbo a casa in queste condizioni».
La Zerocento non ha mai lasciato sola Erica. «Ho dovuto fare tanti mesi di malattia per seguire le varie cure, partendo dai chemioterapici. Probabilmente in realtà aziendali di tipo diverso non avrei trovato la stessa comprensione e lo stesso appoggio che ho avuto qui. Grazie ai farmaci sto meglio, ma non riesco più a svolgere il lavoro di prima: non posso stare a contatto con soggetti infettivi, non posso fare fatica… Altrove mi avrebbero lasciato a casa, mentre la Zerocento mi ha proposto di passare al Centro di raccolta di Riolo Terme, dove sarei riuscita a continuare ad avere un lavoro e a poter seguire la mia famiglia».
Fondamentale per Erica è stata la grande umanità che ha trovato in cooperativa. «In Zerocento mi hanno dato fiducia, hanno investito su di me, mi hanno fatto fare formazione. Mi sono sentita valorizzata e ho trovato colleghi straordinari. Se non avessi avuto loro non mi sarei sentita così sostenuta in questo difficilissimo percorso».

#cambialavita – Leggi la storia di Andrea: «La cooperazione sociale mi ha aiutato a riscattarmi»

Foto: Fabio Blaco


Giorgia Gianni

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