Luglio 7, 2020

Centri commerciali e varianti a Forlì: «È una questione di metodo»

Il dibattito che si è aperto a Forlì sul tema del nuovo polo commerciale di via Bertini ci pone di fronte a uno scenario inedito: se la variante sarà approvata, di fatto verrà annullato e cancellato il piano del commercio esistente.

Non sfugge a nessun imprenditore della città che il problema è di metodo. Quando l’Amministrazione comunale precedente progettò il piano commerciale, attuò un percorso condiviso con tutti gli operatori del commercio, grandi e piccoli.

Servirono tre anni, decine di riunioni e una valutazione complessiva di sostenibilità ambientale che coinvolse professionisti esterni del settore di grande valore per arrivare a un punto di equilibrio condiviso. Questo metodo partecipativo basato sul confronto è tipica di ogni città, della Romagna e non solo. Perché a Forlì, invece, si è scelto di rompere una consuetudine al dialogo che è nel Dna delle nostre comunità?

Inoltre, chi ha costruito aree commerciali a Forlì tenendo fede a quel piano – non certo solo cooperative, come dimostrano le aperture di importanti catene avvenute in questi mesi – si troverebbe danneggiato da un provvedimento estraneo alla programmazione, nel pieno stravolgimento delle regole della sana concorrenza e senza alcun aggravio di oneri.

Per mettere mano al piano del commercio occorre farlo nei modi e nei tempi corretti, coinvolgendo i cittadini, le organizzazioni, il mondo economico e sindacale.

Respingiamo inoltre qualunque tentativo di polarizzare lo scontro, cercando di spostare l’attenzione su altre aree. Il nuovo polo commerciale di via Bertini non è una decisione obbligata rispetto a quanto deliberato dalla giunta precedente. 

Con modalità dubbie si cerca di raddoppiare la dimensione di un supermercato al di fuori delle previsioni del piano del commercio. 

Legittima scelta di campo, se non fosse che per fare ciò l’amministrazione Zattini dimentica le ripercussioni sul tessuto commerciale e imprenditoriale del quartiere e del centro storico, ancora più allarmanti a causa della crisi causata dal coronavirus..

Avevamo apprezzato, finora, l’atteggiamento dialogante di questa amministrazione, volto a contemperare le diverse voci della città.

A quanto pare, i proclami della campagna elettorale di volere difendere il centro storico sono solo un lontano ricordo.

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