Ottobre 24, 2019

La vicepresidente di Uniser: «Siamo figli dello spirito europeo»

«Fare un’esperienza di vita in un altro paese europeo dovrebbe essere parte integrante del percorso formativo di ognuno. Nel mio caso, studiare e fare stage all’estero ha avuto grande impatto sulla mia formazione. Oggi lavoro per rendere questa possibilità accessibile a tutti gli studenti di tutte le scuole. L’Europa è l’orizzonte in cui credo». Lucia Mancino, 34 anni, è una perfetta esponente della “generazione Erasmus”: laurea triennale alla Sapienza di Roma, Erasmus a Parigi, laurea specialistica a doppio titolo in Italia e Francia, master in Impresa e innovazione sociale e in Finanziamenti e progettazione europea, numerose esperienze di stage e lavoro oltreconfine. Da 5 anni è socia di Uniser, la cooperativa sociale che sin dal 1998 offre servizi per la mobilità formativa, e da maggio dello scorso anno ne è vicepresidente, oltre ad essere responsabile del settore ricerca e sviluppo.


Lo spirito internazionale e un particolare interesse per la cooperazione e per l’impresa sociale hanno favorito in maniera naturale l’arrivo di Lucia in Uniser, sette anni fa. «Dopo uno stage in banca, avevo voglia di ripetere un’esperienza all’estero – racconta – e mi sono candidata al progetto Moving Generation gestito da Uniser. Già dal colloquio di selezione con Andrea Lombardi, presidente e socio fondatore, è nata molta intesa e sono stata conquistata dalla visione innovativa della cooperativa, decisamente in linea con i miei principi. Ho ricevuto un’offerta di lavoro che ho colto subito con entusiasmo e non sono più partita».
Con sede operativa a Bologna, Forlì e Cesena, Uniser conta 13 soci (7 uomini e 6 donne) e un organico di 28 dipendenti, in maggioranza femminile. La cooperativa progetta e organizza esperienze all’estero “chiavi in mano” per gli studenti di scuole ed enti di formazione italiani ed europei dai 16 ai 20 anni. «In Europa lavoriamo con circa 300 scuole, di cui un terzo circa sono in Emilia-Romagna. Supportiamo gli istituti nel partecipare ai progetti Erasmus e nell’accedere ai fondi per consentire ai ragazzi di compiere esperienze di alternanza scuola-lavoro all’estero. Si tratta di periodi di formazione in azienda che vanno dalle 3 settimane ai 6 mesi. Ci occupiamo sia degli studenti italiani che vanno all’estero, sia di quelli di altri paesi europei che vengono in Italia. In regione collaboriamo con 1300 imprese che accolgono i ragazzi stranieri, e di queste il 70% sono cooperative».


Proprio le cooperative del territorio hanno rappresentato la prima rete di aziende disponibili all’accoglienza. “Per dimensioni e per approccio, le cooperative sono lo sbocco ideale per i nostri progetti. Offrono un ambiente accogliente, pronto a valorizzare l’esperienza dei ragazzi che arrivano qui”.
Mentre in Europa si parla di Brexit e sovranismo, grazie ad Uniser migliaia di ragazzi ogni anno lavorano e si formano in un altro Paese europeo, tornando a casa arricchiti professionalmente, linguisticamente e culturalmente. «Nel 2019 sono stati 1500, ma la domanda è sempre crescente, a dimostrazione che i giovani e le loro famiglie credono nell’Europa, e che di Europa c’è bisogno – sottolinea Mancino -. Ancor di più in un momento come questo il nostro lavoro ha un senso, perché porta l’Europa al fianco dei ragazzi, delle famiglie e delle scuole. Parlare più lingue, essere in grado di lavorare in contesti diversi, fare esperienze di intercultura sono divenuti ormai assunti di base».
Le esperienze europee aiutano a superare anche il gender gap. “Curando progetti che interessano esperienze di lavoro, rileviamo che alcune professioni restano ancora più tipicamente maschili. Le ragazze mostrano però grande determinazione, ottime capacità comunicative e risultano spesso le più meritevoli. In Italia fra i giovani non c’è differenza nell’approccio verso un’esperienza all’estero, anzi maggiore spinta e richiesta arrivano proprio dalle ragazze”.
a cura di Giorgia Gianni

Intervista apparsa sul n.9/2019 della Romagna Cooperativa

Il Progetto

Hoster, il Piacere di Ospitare

Non più solo alberghi e studentati per ospitare i giovani che arrivano da tutta Europa per progetti di scambio formativo. Si chiama Hoster il nuovo progetto organizzato da Uniser per dare anche a famiglie, coppie o singoli individui la possibilità di ospitare in casa un ragazzo o una ragazza temporaneamente in Italia per un’esperienza formativa in aziende del territorio.
Hoster si presenta come un’innovazione totale per il settore: le case degli Hoster diventeranno un po’ più internazionali, si apriranno a nuove culture, lingue straniere, cibo ed esperienze diverse. Un’occasione per intraprendere un viaggio in Europa e incontrare giovani stranieri… senza spostarsi da casa propria.
Per chi ospita un giovane studente è previsto un sostegno economico (indicativamente 400 euro circa al mese), proporzionale alla durata del soggiorno e all’erogazione di vitto. In una prima fase il progetto Hoster sarà attivato nelle province di Forlì-Cesena e Bologna, per essere poi esteso alle altre province al termine della fase pilota. Per candidarsi ad ospitare e per maggiori informazioni è attivo il sito https://hoster.community/

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