Settembre 17, 2019

Emergenza cimice asiatica, il mondo agricolo chiede risposte

Emergenza cimice asiatica, condiviso nell’ambito del Tavolo Verde provinciale – rappresentato da Cia Romagna, Confagricoltura Ravenna, COPAGRI, Coldiretti Ravenna, UGC, AGCI, Confcooperative Ravenna-Rimini e Legacoop Romagna – un documento programmatico che sarà portato all’attenzione di tutte le Istituzioni coinvolte, a tutti i livelli, al fine di affrontare con la maggiore determinazione possibile la grave situazione che mina la frutticoltura, settore vitale della nostra provincia.

Nel documento, in piena sintonia con quanto già avanzato dalle regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e province autonome di Trento-Bolzano, si richiede di attivare alcune azioni concrete e rapide per salvaguardare una produzione per la nostra provincia a dir poco strategica, che coinvolge migliaia di aziende e di lavoratori.

I punti di maggiore interesse sono il potenziamento della ricerca atta a trovare ogni possibile soluzione a contrasto della diffusione e della permanenza della cimice asiatica, l’utilizzo degli insetti antagonisti, revisione dei disciplinari produttivi, potenziare la difesa fitosanitaria, modifica e finanziamento della Legge 102 sulle calamità per supportare le imprese agricole che hanno subito rilevantissimi danni e perdita del prodotto. Tutte le componenti del Tavolo Verde promuoveranno il documento condiviso in ogni azione o attività che verrà posta in essere.

Presidii davanti alle prefetture a Forlì e Ravenna

Nella mattinata di mercoledì 18 Settembre, i frutticoltori di Agrinsieme Emilia-Romagna, il coordinamento che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, effettueranno, iniziative di sensibilizzazione che portino alla piena consapevolezza della gravità della situazione e la fattiva collaborazione tra le istituzioni preposte, MEF compreso, nelle principali province frutticole per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla grave problematica della cimice asiatica, che rischia di mettere in ginocchio un fiore all’occhiello dell’agroalimentare regionale e nazionale, e per chiedere alle istituzioni di adoperarsi in difesa del comparto, messo in serio rischio dall’avanzare del parassita.

A Forlì e Ravenna si terranno presidii del mondo agricolo di fronte ai Palazzi del Governo.

“Occorre affrontare rapidamente l’emergenza accelerando con la diffusione dell’antagonista naturale, ovvero la vespa samurai, per il cui utilizzo è recentemente arrivato il via libera in Gazzetta Ufficiale, DPR del 05/09/2019, in questa situazione non si possono aspettare 6 mesi per avere le linee guida del Ministero dell’Ambiente, anche 6 settimane sono troppe e non abbiamo nemmeno bisogno di una nuova commissione in quanto c’è già quella sui fitofarmaci. Si chiede inoltre di tenere attive le molecole in scadenza al 01/01/2020 lavorando al contempo per stanziare risorse per risarcire i numerosissimi agricoltori danneggiati, andando a intervenire sulla normativa europea che vieta gli aiuti di stato per le calamità ‘non da quarantena’”, spiega Agrinsieme Emilia-Romagna.

“Non va infatti dimenticato – prosegue il Coordinamento regionale – che stiamo parlando di un insetto che ha già causato danni che superano i 200 milioni di euro e che, se non si interviene rapidamente, rischia concretamente di espandersi nelle regioni limitrofe, parliamo di una seria problematica, che è paragonabile per danni e per diffusione solo all’epidemia di Xyella fastidiosa in Puglia”.

“Svolgeremo, quindi, tutte le iniziative mercoledì 18 in maniera compatta e unitaria per difendere la frutticoltura della Regione, che sta pagando gli effetti di una crisi ambientale senza precedenti e che, oltre all’emergenza legata a questo parassita alieno, sta scontando i danni causati dalle avversità atmosferiche e da altre patologie su produzioni ortofrutticole d’eccellenza e i disagi dovuti a un mercato che riconosce prezzi insoddisfacenti per alcuni prodotti, quali pesche, nettarine e drupacee”, conclude Agrinsieme Emilia-Romagna.

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