Luglio 12, 2019

Nuovi Sindaci, il dialogo è aperto

Un voto consapevole che ha premiato il buon governo e confermato molte amministrazioni. Lo dimostra la decisione di molti cittadini, che alle europee hanno seguito le tendenze sovraniste, ma non nei territori. Tranne a Forlì, dove ora il Sindaco è di centrodestra.

Mario Mazzotti

Il primo dossier da affrontare per Mario Mazzotti, neopresidente di Legacoop Romagna, è l’assetto uscito dalla tornata elettorale del 26 maggio e dai ballottaggi del 12 giugno.

In Romagna si è votato per una cinquantina di comuni: una ventina nel forlivese, 16 nel ravennate, il resto nel riminese. 

La sorpresa, in larga parte annunciata, c’è stata a Forlì, dove Gianluca Zattini, candidato di una coalizione di centrodestra che va da Lega a Fratelli d’Italia, ha sconfitto al secondo turno l’ex giudice amministrativo Giorgio Calderoni. Nell’altro Comune capoluogo, Cesena, Enzo Lattuca è invece uscito vittorioso dallo scontro con l’esponente del centrodestra Andrea Rossi. 

Alle europee la Lega è diventata il primo partito con il 34%. In Emilia-Romagna conquista comuni importanti come Forlì e Ferrara. Quanto è forte l’aria di destra che tira in Romagna?

«Non c’è dubbio che il voto delle ultime elezioni europee abbia segnato uno spostamento verso destra dell’elettorato italiano. Teniamo però presente che parliamo di elezioni europee: la crescita delle cosiddette forze sovraniste, a cominciare dalla Lega, a livello continentale è stata limitata. Le forze europeiste hanno mantenuto la maggioranza all’interno del Parlamento europeo. Ora si apre una fase decisiva per l’Europa. Considerando il quadro internazionale, con le guerre commerciali tra Usa e Cina e l’instabilità geopolitica diffusa, è quanto mai importante avere un punto di riferimento certo. Purtroppo il nostro Paese rischia di essere emarginato, soprattutto se prevale una linea di scontro frontale con la commissione europea e di isolamento nelle relazioni internazionali con i principali partner, a cominciare dalla Francia e dalla Germania».

Molti rimproverano all’Unione Europea di non essere stata al fianco dei Paesi membri in difficoltà, in particolare dopo la crisi finanziaria del 2008 e quella dei debiti sovrani del 2011. È un’Europa matrigna quella che ha annunciato l’avvio di una procedura di infrazione per l’Italia?

«È chiaro che l’Europa dovrà cambiare molte delle politiche fin qui condotte, a cominciare da quelle rigoriste e di austerità, per indirizzarsi verso azioni di incentivo e sostegno alla crescita e allo sviluppo. Una ragione in più per il nostro Paese per trovare lo spazio per giocare il ruolo che gli compete. 

La procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese annunciata dalla commissione europea ci preoccupa molto, perché rischia di provocare un effetto a catena. Dietro l’angolo si cela l’incubo di una riduzione del rating del nostro debito da parte delle agenzie, con il conseguente crollo del valore dei titoli di stato italiani, non più acquistabili neanche dalla BCE e le prossime e imminenti aste dei titoli pubblici deserte. In questo senso l’iniziativa del governatore Draghi di proseguire nelle politiche di Quantitative Easing, con tassi di interesse ridotti, dà sicuramente una mano, ma non allontana i pericoli che corriamo. La soluzione non è lo scontro sovranista: occorre cercare un dialogo costruttivo con le Istituzioni europee».

Foto: Fabio Blaco

Il 26 maggio e il 12 giugno si è votato anche per le amministrative, con il doppio turno per eleggere i sindaci.  Che tipo di voto è stato?

 «È stato un voto da analizzare con attenzione, che denota una consapevolezza diffusa da parte dell’elettorato. Moltissimi cittadini hanno deliberato nello stesso giorno di votare partiti o schieramenti diversi tra le europee e le elezioni comunali. Per la parte amministrativa è stato in gran parte riconosciuto il buon governo delle amministrazioni locali. Molte amministrazioni hanno mantenuto la stessa maggioranza. Ad esempio, prendendo in considerazione i comuni sopra i 15mila abitanti. È successo a Cesena, Lugo, Bellaria, Savignano sul Rubicone, Cervia, Lugo, Bagnacavallo, Santarcangelo».

Spicca il dato del Comune di Forlì, dove invece l’elezione di Gianluca Zattini, con l’apporto predominante della Lega, cambia radicalmente la guida della città. Come vi ponete rispetto alle nuove amministrazioni?

«Noi cooperatori, come annunciato prima del voto negli incontri programmatici che abbiamo svolto insieme alle altre centrali cooperative con molti candidati, ci rapporteremo con le amministrazioni comunali come sempre abbiamo fatto, con spirito di collaborazione, dialogo e pieno rispetto istituzionale. Siamo forti dei progetti di cui siamo portatori, condivisi con le nostre associate, e su quelli giudicheremo volta per volta l’operato degli amministratori, a prescindere dal loro colore».

Quali sono i principali temi su cui lavorerete? Puntate ancora sulla Provincia di Romagna?

«È il nostro progetto cardine che abbiamo approvato al congresso e che perseguiremo rivolgendo la nostra azione alla politica, all’economia e alla società romagnole. Crediamo sia arrivato il tempo di dare forma istituzionale all’Area vasta Romagna, attraverso la costituzione di una nuova Provincia romagnola, dotata degli stessi poteri e delle stesse funzioni dell’area metropolitana bolognese. Continueremo a lavorare per questo».

È stato da poco eletto presidente di Legacoop Romagna. Quali sono i temi che presenterete alle nuove amministrazioni?

«I temi e le questioni strategiche per lo sviluppo del nostro territorio, a partire delle carenze infrastrutturali da risolvere, fino al rilancio del corridoio adriatico come asse di sviluppo strategico per l’economia nazionale e al porto di Ravenna. Poi la rete delle infrastrutture logistiche romagnole da mettere a sistema; il potenziamento del ruolo baricentrico del nostro territorio e delle sue eccellenze, a cominciare dal turismo, dal settore agroalimentare e da tutte le piccole e medie aziende; l’innovazione come paradigma per lo sviluppo sostenibile e inclusivo; l’università, la ricerca e la formazione, assi per il miglioramento della capacità competitiva del territorio e per costruire nuove occasioni di lavoro per le nuove generazioni. Ci impegneremo per un welfare inclusivo e capace di rispondere in maniera universale ai nuovi bisogni della società. Ecco alcuni dei titoli dei progetti su cui lavoriamo e su cui cerchiamo collaborazioni estese con le forze sociali romagnole.

a cura di Emilio Gelosi

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