Ottobre 29, 2018

Contrasto alle false coop nell'area del porto di Ravenna, ACI soddisfatta

Bene l’operazione antievasione delle Fiamme Gialle nell’area del porto di Ravenna, ora chiederemo al prefetto di incontrarci, per riportare il tema delle false cooperative all’attenzione pubblica.
Così, in sintesi, le centrali dell’Alleanza Cooperative (AGCI Emilia-Romagna, Legacoop Romagna e Confcooperative Ravenna-Rimini) dopo che la Guardia di Finanza ha sequestrato beni e conti correnti per oltre un milione di euro a una cooperativa milanese che lavora nella zona dello scalo. In pratica, a fronte dei pagamenti ricevuti per i servizi di facchinaggio forniti, la cooperativa non ha quasi mai versato l’Imposta sul valore aggiunto dovuta sulle prestazioni di manodopera fatturate al proprio committente. Il debito accumulato con l’Erario è di oltre un milione di euro. Il rappresentante legale è stato denunciato per il reato di omesso versamento dell’IVA.
«Gli atti e i fatti di cronaca dei giorni scorsi nei confronti di una cooperativa operante nell’area retro portuale di Ravenna sono un importante passo verso il ripristino della legalità in un settore economico che troppo spesso vede soccombere le vere cooperative che applicano la legge e i contratti di riferimento a vantaggio delle false cooperative», commentano le Centrali in una nota.
«Il settore della logistica e del facchinaggio è stato, non a caso, inserito tra le attività economiche a maggior rischio di pratiche illecite o elusive. Non è più tollerabile che nel nostro sistema economico continuino a operare queste false cooperative. Imprese che svolgono una concorrenza sleale alle imprese sane, disattendendo i diritti dei lavoratori, contravvenendo alle regole fondamentali in materia fiscale e contributiva e dunque destabilizzando il mercato», spiegano le centrali.
 

 
L’ACI (Alleanza delle Cooperative Italiane) ha da tempo presentato una proposta di legge specifica per combattere le false cooperative, ponendo il tema anche all’attenzione del nuovo Governo. «In questa battaglia ci aspettiamo di vedere accanto a noi anche la rappresentanza della committenza perché è evidente che questo fenomeno è spesso alimentato da imprese che per ottenere un servizio a prezzo inferiore non si fanno scrupoli di affidare commesse a chi non rispetta le regole e non tutela la dignità del lavoro».
 
»Le centrali dell’ACI — conclude la nota — da tempo sostengono ed esortano tutti gli enti preposti ai controlli a proseguire nell’attività di contrasto delle false cooperative che non aderiscono a nessuna Centrale Cooperativa. Il tema della legalità è imprescindibile per poter sviluppare una sana economia locale. A tal fine, per riportare questo argomento al centro della discussione politica e sociale, le Centrali Cooperative chiederanno un incontro al Prefetto di Ravenna».

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