Novembre 25, 2016

Acque di balneazione, le proposte di Legacoop Romagna [foto][video]


La qualità delle acque di balneazione è un elemento strutturale del nostro turismo, oltre che la cartina tornasole della gestione ambientale e sanitaria della rete idrica e fognaria.‎ Questo il tema dibattuto oggi al centro congressi SGR di Rimini nel convegno organizzato da Legacoop Romagna per fare il punto con operatori di settore e amministratori come l’assessore regionale Paola Gazzolo.
 
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«L’aumento in atto della variabilità del clima – ha detto il direttore generale di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti – mette a dura prova I limiti delle attuali infrastrutture fognarie e di depurazione. Sebbene la gran parte delle acque del nostro litorale (oltre il 90%) risulti in stato “eccellente”, nel corso della stagione balneare 2015 nella costa E.R. sono state registrate 30 non conformità (4,6% dei campioni)».
 
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I divieti di balneazione che seguono, in piena stagione estiva, generano danni consistenti per il turismo e preoccupa che dal 2010 emerga un graduale, seppur contenuto, peggioramento della qualità delle acque.
Secondo Arpae due sono le motivazioni a riguarda: la prima è data dal cambio di normativa di riferimento (2013) che ha comportato a suo tempo un cambio di modalità di calcolo delle “classi”; la seconda riguarda il cambio delle condizioni meteo-climatiche che incidono anche sugli apporti fluviali, che hanno visto le recenti stagioni estive sempre più soggette a eventi piovosi eccezionali.
«Di fronte a questo quadro – dice Mazzotti – occorre che la collettività reagisca adattandosi alle nuove condizioni e prevenendo le problematiche. In particolare occorre incentivare all’allaccio fognario i soggetti che ancora non ne dispongono, procedere alla separazione delle acque bianche da quelle nere per i territori ancora sguarniti, attuare un dimensionamento adeguato di fogne e depuratori (una menzione particolare va fatta a favore dello sforzo del Comune di Rimini in tema di depurazione, che merita tutto il nostro sostegno e che pensiamo vada preso ad esempio) e non gravar per gli investimenti ulteriormente sulla fiscalità generale e le tariffe».
 
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«Come Legacoop – prosegue Mazzotti – chiediamo che gli interventi di investimenti per la separazione delle acque chiare e delle acque scure non vengano conteggiati nella tariffa del ciclo idrico integrato ma vengano posti a carico della fiscalità generale. Al tempo stesso proponiamo l’istituzione di un fondo regionale per ‎gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua e delle reti della bonifica e contro il dissesto idrogeologico, alimentato da una quota dei proventi da oneri di urbanizzazione la cui norma va sostanzialmente modificata».
Tra le proposte di Legacoop Romagna anche quella di migliorare ulteriormente i meccanismi di gestione degli impianti, attraverso una maggiore capacità di indirizzo, comunicazione e sistema degli enti pubblici e consolidando i meccanismi di misura e prevenzione e finanziare un protocollo di Ricerca e Sviluppo a livello regionale con l’università per rafforzare scientificamente le decisioni strategiche e l’approccio globale.
«Occorre costituire un tavolo permanente di pianificazione strategica e coordinamento tra i molti soggetti che a titolo diverso si occupano del tema sotto la regia della Regione», conclude Mazzotti.

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