Novembre 15, 2016

«Emergenza profughi: dalle cooperative qualità e impegno»

Sono quasi 700 i richiedenti asilo ospitati nelle cooperative di Legacoop Romagna tra Forlì, Castrocaro, Faenza, Casola Valsenio, Cervia, Cesenatico, Ravenna e Rimini. Il presidente di Legacoop Romagna, Guglielmo Russo: «Dalle nostre cooperative qualità e impegno per evitare che diventasse un problema di ordine pubblico e sociale. Adesso servono risposte strutturali di lungo periodo»
 
articolo tratto dal n.10/2016 della Romagna Cooperativa
 
«I dati dimostrano che le cooperative stanno facendo il loro dovere fino in fondo sull’accoglienza dei richiedenti asilo». Guglielmo Russo, presidente di Legacoop Romagna, commenta così i numeri che provengono dalle cooperative sociali associate. «Rispondiamo a un’emergenza umanitaria e sanitaria con qualità e impegno. Se la questione profughi non è diventata un problema di ordine pubblico nel nostro territorio è anche merito nostro. Non accettiamo e non accetteremo strumentalizzazioni di alcun tipo».
 
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Le cooperative sociali associate a Legacoop Romagna in questo momento gestiscono oltre 600 richiedenti asilo, utilizzando i due sistemi di accoglienza, i Cas (Centri di accoglienza straordinari) e lo Sprar (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati).
A Forlì DiaLogos si occupa di 82 adulti (di cui 10 donne) e 20 ragazzi; a Castrocaro gestisce 12 persone (3 nuclei familiari). A Faenza Zerocento ha in carico 16 persone, a Solarolo 8, a Casola Valsenio 4 e a Faenza una ventina. A Faenza si occupa anche di 27 minori stranieri non accompagnati, mentre a Cervia al momento sono 80 le persone seguite, ma diventeranno 100/120. Persone in movimento ha in carico 133 persone a Ravenna, altre 40 Teranga (vedi box a fianco) mentre Centofiori a Rimini si occupa di 69 migranti dislocati anche a Riccione. Infine la CAD ha in carico complessivamente 149 ospiti, tra Cesenatico e Rimini.
«Il tema quando si affronta la questione dei profughi – dice uno dei responsabili del settore sociale di Legacoop Romagna, Emiliano Galanti – è che va superato l’approccio di “emergenza” per costruire politiche che diano risposte strutturali».
Legacoop Romagna ha firmato insieme alle altre due centrali e all’Anci la carta per la buona accoglienza dei migranti, con cui si impegna a gestire l’accoglienza non nei centri collettivi ma nelle abitazioni, a definire standard di qualità che garantiscano adeguati livelli di servizi – dai corsi d’italiano, all’accesso alla tutela legale, dalla certificazione delle competenze del migrante alla formazione professionale e ai tirocini – con l’utilizzo di personale socio educativo qualificato e  attenzione a tematiche di genere.
«Occorre una pluralità di modelli di intervento – spiega Russo – tra cui sicuramente anche quello della gestione per piccoli nuclei, sperimentato con successo». I numeri del fenomeno non accennano però a calare. Nel mese di agosto 2016, secondo le ultime cifre fornite dal Ministero dell’Interno, sono stati accolti in Italia 11.446 migranti richiedenti asilo, di cui 1651 donne e 347 minori non accompagnati. I Paesi di provenienza principali sono  stati Nigeria, Pakistan, Eritrea, Costa d’Avorio e Gambia.
«Onore all’Italia per gli sforzi che sta facendo, ma il problema non è più affrontabile solo a livello Paese. Siamo preoccupati perché dopo più di dieci anni di immigrazione siamo ancora a un’emergenza che non pone i territori nelle condizioni più ottimali di accoglienza: bisogna attrezzare politiche di lungo periodo, perché questo modello, per la consistenza e la durata del fenomeno non può tenere», conclude Russo.
 

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