Giugno 10, 2016

I 70 anni di CBR: «Mettersi insieme è un inizio…»

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Il 2016 coincide con il 70° anniversario della Cooperativa Braccianti Riminesi (CBR). E’ stata fondata nell’immediato dopoguerra, con la fine del conflitto mondiale e la ripresa delle attività imprenditoriali. Era il 1946, l’anno della rinascita, che vide un po’ in tutta Italia il fiorire dell’imprenditoria. La CBR nasce il 5 giugno dalle ceneri di un’impresa edile chiusa, fu costituita a Forlì, anche se aveva sede, allora come oggi, a Rimini, in quanto il notaio esperto di costituzione di cooperative, il notaio Domenico Zagari, si trovava solo nella città capoluogo di provincia. Tre giorni prima l’atto costitutivo si svolse il referendum istituzionale che diede vita alla Repubblica Italiana. Il documento notarile riporta la dicitura “Umberto II Re D’Italia”, in quanto la Corte di Cassazione non aveva ancora validato l’esito del referendum. La Cooperativa oggi conta 240 dipendenti, a cui si aggiungono altri 50 delle società del Gruppo composto, oltre che da CBR, da 30 società controllate o partecipate. I soci sono 120. La Cooperativa è specializzata nelle opere infrastrutturali, strade, condutture di acqua e gas, fognature, discariche e bonifiche.
Il 70° della costituzione coincide anche con il rinnovo della governance: il 18 giugno prossimo verrà eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale per il triennio 2016 e 2018. In 70 anni si sono succeduti 5 presidenti alla guida della Cooperativa, e nell’ottica della continuità e autonomia è sempre stata una figura scelta all’interno dell’azienda e tra i Soci con una lunga esperienza.
L’attuale presidente, Giampiero Boschetti lavora in CBR dal 1979, ed è presidente dal 2008, e vice presidente di Legacoop Romagna dal 2014.
Presidente Boschetti, cosa significa per la CBR il settantesimo anno di attività?
Si tratta di un numero significativo che molte imprese purtroppo non sono riuscite a traguardare e non solo nel nostro settore. Per una cooperativa raggiungere i 70 anni è un evento molto importante, considerato che la continuità non si basa solo sulla presenza di una dinastia imprenditoriale, ma anche sulla trasmissione di capacità che passa di persona in persona nel tempo, insieme ai valori connotati dai principi alla cooperazione.
In che aspetto si può individuare il filo conduttore di questi anni?
Sapere rispondere al principio darwiniano dell’evoluzione: né il più grande né il più forte sopravvive ma chi si adatta meglio. Ci ha tenuto insieme in questi 70 anni la capacità di esserci adattati a un mercato sempre più difficile, selettivo e avaro di risorse, con sacrificio quando necessario, ma al contempo continuando a dare soprattutto una prospettiva di continuità a chi lavora dentro la Cooperativa e a chi interagisce da fuori.
Il futuro come lo vede?
Dopo i 70 anni ci saranno anche gli 80, i 90, i 100 e così via, tutti numeri che saranno significativi per quelli che verranno, e ai quali abbiamo l’obbligo di trasmettere loro capacità e valori, perchè la cooperativa non si eredita, la cooperativa la si assume e si fa crescere e la si trasmette. Il Socio è un detentore temporaneo dell’impresa, con obbligo di trasferirla con tutta la sua conoscenza a chi verrà dopo di lui.
Quali sfide vi attendono?
Portare avanti l’aspetto imprenditoriale, in un momento complesso del nostro settore di riferimento, ma soprattutto continuare a pensare da veri cooperatori in un contesto globale nel quale sembra che il profitto fine a se stesso sia il primo obiettivo da raggiungere.
Come celebrerete l’anniversario?
Come in uso da sempre in Cooperativa festeggeremo internamente, coinvolgendo i lavoratori e le loro famiglie. Non vogliamo pensare che sia un traguardo raggiunto, ma un pezzo di strada fatta insieme, con uno sguardo verso il futuro, sempre con la schiena dritta. All’ingresso della cooperativa faremo apporre una frase di Henry Ford che recita: Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo”. Mentre un rullo compressore degli anni ’60, perfettamente funzionante, posto all’ingresso della sede, sta a simboleggiare la storia della CBR.
Cosa si augura per i prossimi anni?
“Che la Cooperativa sia sempre fonte di lavoro, retribuito adeguatamente, anche per le generazioni future. E una crescita non solo in termini di dimensioni di patrimonio o numeri, ma di persone e ambiti di intervento. Gli anni difficili sono passati, già il bilancio 2015 si presenta completamente diverso da quelli degli anni precedenti. Ma non è ancora certo il momento di pensare che si possa abbassare l’attenzione: questo mai.
a cura di Emer Sani

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