Aprile 18, 2016

"La nostra idea di Romagna", Legacoop lancia la sua proposta per l'area vasta


“Le nostre imprese competono all’estero e sui mercati globali, per farlo hanno bisogno di un sistema territoriale forte: un’area vasta Romagna che abbia le stesse competenze e deleghe della città metropolitana di Bologna”.
Questa la proposta lanciata oggi a Ravenna da Legacoop Romagna – 458 imprese associate, 6,7 miliardi di produzione e 27mila occupati – nel corso di una convention aperta a tutto il sistema istituzionale, politico ed economico regionale. Sala piena di autorità all’Hotel Mattei per lo svolgimento dei lavori, andati avanti dal mattino sino al pomeriggio inoltrato.
“La scomparsa delle province – ha detto il direttore generale di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti – apre un vuoto da colmare. Noi candidiamo questo territorio a una sperimentazione istituzionale che parta dalle tante esperienze positive di questi anni in tema di sanità, servizi integrati e trasporto locale. Non una maxi provincia, né una fuga in avanti in chiave autonomista, ma un luogo di confronto in cui i rappresentanti eletti dai cittadini si confrontano e decidono per declinare in modo appropriato le grandi questioni, a partire da viabilità e infrastrutture. Con flessibilità e a geometria variabile, ragionando ad esempio su turismo e università con Ferrara e Bologna”.
Sfida raccolta dall’assessore regionale al riordino istituzionale Emma Petitti, che ha ricordato la forte condivisione che i progetti di area vasta già operativi in Romagna hanno avuto con il sistema produttivo ed economico. “La Romagna parte in vantaggio perché in questi anni ha già dimostrato di saper fare sistema. Nessun progetto può essere calato dall’alto, serve condivisione”.
“La nuova legge regionale non ragiona più per prodotti, ma per destinazioni. La Romagna è già un marchio forte e da quest’anno lo stiamo promuovendo con un milione di euro sul mercato tedesco”, ha spiegato l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, annunciando un piano di intervento per il settore.
Al direttore area studi di Unioncamere, Guido Caselli, il compito di inquadrare la Romagna nel territorio regionale. Dopo la tavola rotonda con i rappresentanti delle categorie e delle istituzioni ha concluso i lavori di mattinata il presidente di Legacoop Romagna, Guglielmo Russo: “Vogliamo che la Romagna possa giocare in serie A. Abbiamo aperto un cantiere, l’orizzonte strategico per un progetto di sistema territoriale integrato ha bisogno di una veste istituzionale adeguata. Non è velleitarismo, noi rivendichiamo la capacità che ha sempre avuto questo territorio, sin da quando ragionò su Romagna Acque, di lavorare insieme per costruire scenari di alto livello. Vogliamo portare la Romagna in Europa, possiamo farlo solo discutendo insieme sui grandi temi come il porto, la sanità, il sistema degli aeroporti e delle fiere, senza contrapposizioni campanilistiche”.
La Romagna ha tutti i titoli per essere protagonista nel riordino istituzionale in atto, vista la sua storia e l’esperienza di integrazione territoriale svolta finora. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha accolto in questo modo la proposta proveniente da Legacoop Romagna, nel suo intervento a chiusura dei lavori. “Legacoop Romagna va nel merito, lanciando la palla alla politica sulle modalità effettive con cui operare. Io penso che non potremo fare altre città metropolitane, sono anche troppe. Dipenderà cosa succederà col referendum, ma se passerà andrà scritto anche dal punto di vista ordinario cosa sono le aree vaste, servirà un aggancio istituzionale. Sicuramente dobbiamo farci trovare pronti, iniziando ora a studiare cosa potranno essere queste sperimentazioni, d’intesa col governo. Concordo sul fatto che un neocentralismo regionale ridurrebbe l’operatività di tutti. Le aree vaste possono essere una risposta, in termini di coordinamento politico e funzionale, non di gestione in quanto tale. Ci riuniremo presto con i Sindaci, vogliamo scrivere insieme questo pezzo del riordino. La proposta di Legacoop Romagna è un contributo molto utile per rendere questo territorio precursore del processo in atto nelle istituzioni”.
Il pomeriggio si era aperto con la tavola rotonda tra i Sindaci di Ravenna, Fabrizio Matteucci, di Forlì, Davide Drei, di Santa Sofia, Daniele Valbonesi, di Bagnacavallo, Eleonora Proni, di Rimini, Andrea Gnassi, di Cesena, Paolo Lucchi e di Riolo Terme, Alfonso Nicolardi.
Dal dibattito con il presidente di Legacoop Romagna Guglielmo Russo e il direttore generale Mario Mazzotti è emerso come i Comuni stiano già lavorando insieme per mettere in rete le eccellenze della sanità. È una fase – hanno concordato i partecipanti – in cui non servono altre strutture “pesanti”, ma luoghi leggeri di discussione e condivisione, dove ragionare in maniera integrata di infrastrutture, trasporti e scelte amministrative, oltre che di temi come le nuove povertà e politiche comuni di semplificazione.
I Sindaci hanno vissuto anni di grande travaglio misurandosi con la crisi economica e le nuove necessità che il mondo impone, come ad esempio il nuovo legame tra sanità e politiche attive di promozione della salute. Centrale il rapporto con Bologna, nel suo ruolo di capitale regionale, in un mondo in cui le relazioni competitive sono internazionali e occorre fare scelte che riguardano tutto il territorio.
Igor Skuk, direttore di Legacoop Emilia-Romagna, ha ricordato che Legacoop Romagna è stato il primo di una serie di progetti di aggregazione che ha coinvolto anche gli altri territori.

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