Marzo 15, 2016

«Cooperative sociali e parità di genere, sfide essenziali»

Cooperative sociali, culturali e mutue, pari opportunità e conciliazione: Federica Protti, responsabile per Legacoop Romagna, intervistata sulle pagine Economia del Corriere Romagna

 
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Cooperative sociali, culturali e mutue, pari opportunità e conciliazione; ecco le deleghe in capo a Federica Protti, 42enne funzionaria di Legacoop Romagna. Residente a Misano Adriatico, con una laurea in Sociologia a Urbino e un Master in Economia della cooperazione, la dirigente è approdata alla centrale dopo un tirocinio formativo in una cooperativa sociale. Più che mai convinta del «ruolo fondamentale che riveste la cooperazione sociale », Protti ha il polso di una sessantina di imprese – di tipo A per i servizi alla persona (nidi, anziani, centri educativi) e B (inserimento lavorativo di persone svantaggiate) – che costituiscono la spina dorsale di un welfare più che mai integrato con quello statale. «Parliamo di realtà che considero preziose per mantenere un alto livello di coesione della società civile – sottolinea -. Fondamentale, poi, il ruolo che rivestono per l’inserimento lavorativo di soggetti che altrimenti ricadrebbero in una condizione puramente assistenziale». Ma il mercato presenta non poche criticità. «La normativa, infatti, è cambiata: passando dalla deroga concessa alle coop sociali per avere affidamenti diretti da parte degli enti pubblici all’obbligo attuale di dover comunque partecipare alle gare di appalto. E proprio in questo ambito come Legacoop Romagna stiamo facendo un lavoro mirato: a livello interno il monitoraggio dei bandi per individuare le occasioni di lavoro e vedere se questi applichino le clausole sociali, i massimi ribassi o l’offerta economicamente più vantaggiosa. Il secondo obiettivo, poi, è quello di contattare gli enti pubblici per istruirli ad usare gli strumenti normativi odierni per dare risalto e stimolo a questo tipo di cooperazione ». Vasto anche l’universo della cultura dove spicca, ricorda Protti, «l’ambito delle ex Case del popolo, un sistema di cooperative culturali e ricreative che storicamente hanno fatto molto e il cui ruolo oggi, probabilmente, deve essere riattualizzato e innovato. Lavoro non semplice. Poi ci sono le realtà di nuova generazione, con una base sociale più giovane che opera nel campo della comunicazione e dei nuovi media cercando di ritagliarsi uno spazio su un mercato sempre più difficile». Infine l’ultimo settore coperto dalle deleghe è quello delle mutue «con le quali – ricorda la dirigente – proponiamo soluzioni alternative come piani sanitari e welfare aziendale ». Complesso lo sforzo su pari opportunità e violenza di genere. «Partendo da una esperienza all’interno della Settimana del Buon vivere abbiamo siglato nell’ottobre scorso un accordo quadro, che ha visto Lella Costa nelle vesti di madrina, con tutti i Centri antiviolenza del territorio (Rompi il silenzio di Rimini, Centro donna di Forlì e Cesena, Linea rosa di Ravenna, Sos di Faenza e Demetra di Lugo) e i Comuni di Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna. Informazione e formazione sono i punti salienti, che ci hanno visto promuovere una trentina di incontri nelle imprese coinvolgendo oltre 600 lavoratori, uomini e donne, sul tema della violenza di genere. L’altra azione è quella di cercare di incrociare domanda e offerta di lavoro pensando alle donne indicate dai Centri antiviolenza. L’oc c up azione, infatti, è fondamentale per dare autonomia, indipendenza e sicurezza a donne ospitate in case rifugio spesso costrette a lasciare casa d’origine e lavoro. Alla luce della situazione economica attuale questa è l’azione più faticosa che, però, può passare in prima battuta anche da tirocini formativi che stiamo organizzando. C’è tanto da fare perché molti stereotipi sono ancora in piedi, ma credo che la sensibilità stia crescendo». L’ultima riflessione incrocia esperienza personale e professionale. «Quello della cooperazione è un ruolo centrale nella società – conclude Protti -. La forma cooperativa è democratica perché permette a soci e lavoratori di esercitare il proprio ruolo. Guardo alla cooperazione con speranza e convinzione proprio in un momento come questo di crisi e difficoltà».

Gaetano Foggetti

(dal Corriere Romagna del 14/3/2016)

 

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