Febbraio 1, 2016

Agroalimentare: le sfide delle cooperative. Intervista a Stefano Patrizi

Una settantina di imprese, più di 1,5 miliardi di valore della produzione e oltre 7mila lavoratori in forza al comparto: è questa l’eloquente fotografia del settore agroalimentare di Legacoop in Romagna, che giovedì 4 febbraio si ritroverà a Ravenna per dare vita alla propria XVI assemblea congressuale.
stefano
Stefano Patrizi, responsabile del settore, illustrerà il quadro della situazione agli operatori e agli ospiti, fra cui l’assessore regionale Simona Caselli e il presidente nazionale di Legacoop Agroalimentare, Giovanni Luppi. Partendo da un dato di fatto molto chiaro: «La difficoltà degli agricoltori sempre più evidente a produrre un reddito adeguato pone le nostre cooperative di fronte alla sfida di cambiare e rafforzarsi per offrire nuove opportunità agli associati e quanti di prodigano ogni giorno».
In che modo la filiera sta affrontando la crisi economica?
«Questo è uno dei settori che ha meglio retto spiega Patrizi – ma non dobbiamo nasconderci che le difficoltà hanno ormai raggiunto un rilievo inedito per tutti gli attori; siamo orgogliosi tuttavia del fatto che le nostre cooperative sono riuscite comunque a garantire ai produttori liquidazioni competitive con i prezzi di mercato e, in alcuni casi, superiori».
Quali difficoltà?
«Ne cito due su tutte. La variabilità dei prezzi, spesso al ribasso, su cui incide una concorrenza dentro l’Unione europea e internazionale sempre più sregolata. Una mutabilità climatica ormai drammatica che è sotto agli occhi di tutti. L’impresa agricola evolverà per far fronte alla globalizzazione, spesso incrementando le dimensioni e migliorando l’organizzazione: le cooperative dovranno interpretare questo cambiamento».
Quello che pesa, insomma, è l’aumento dei rischi di chi svolge il compito di produrre il cibo. Come si sta attrezzando Legacoop?
«Il nostro mondo – prosegue Patrizi – ha messo in campo una serie di strumenti in cui le cooperative agroindustriali, le cooperative agricole braccianti, e l’associazione giocano un ruolo da protagonista, a partire dalle integrazioni. La sinergia nell’ortofrutta tra Apofruit-Terremerse e il lancio di Origine Group sono alcuni esempi tra quelli più significativi».
Patrizi ricorda altre esperienze, come Romagna Coop Food, la rete con cui sei imprese affrontano i mercati esteri.
«Citerei inoltre la costituzione della filiera dell’erba medica di Legacoop per l’integrazione della produzione del foraggio disidratato con quella del seme; nella filiera delle sementi di cereali l’investimento delle nostre associate nella società Semia per potenziare la capacità di penetrazione del mercato; il rafforzamento della filiera vitivinicola nella commerciali zz a z i o n e e nel coinvolgimento dei soci attraverso l’integrazione di più territori e vocazioni. Va anche annoverato il recente impegno per strutturare una filiera locale bio per le orticole da industria. Interessante anche la filiera locale che da qualche anno abbiamo attivato sul grano per i prodotti da forno».
Qual è il ruolo dell’associazione in questo percorso?
«Legacoop Romagna ha dato il proprio contributo, spesso fondamentale, su tutti questi passaggi.
Puntiamo a rafforzare ulteriormente la capacità progettuale con la grande distribuzione organizzata cooperativa. In generale continueremo a insistere con le istituzioni affinché perseguano un vero snellimento burocratico per le imprese, per esempio sul sistema amministrativo della Politica agricola comunitaria, e riconoscano sempre più l’agricoltura come “bene collettivo” da difendere e rafforzare, per esempio investendo di più nella manutenzione del territorio a partire da quella idraulica».
Già, l’ Europa: un tempo l’agricoltura era al centro della sua azione.
E adesso?
«Occorre trovare le ragioni di una rinnovata coesione e comprensione delle specificità, maggiore capacità di valorizzare il nostro agroalimentare in un contesto dove la globalizzazione continua ad avanzare in maniera ormai inesorabile».
(intervista tratta dal Corriere Romagna di lunedì 1/2/2016)

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