Dicembre 15, 2015

Lamiera Più: «Scelta vincente lavorare in cooperativa»

lamierapiu
CESENA. «Venivamo tutti da esperienze in società private e ci è piaciuta particolarmente l’idea di essere uguali all’interno dell’azienda, per questo abbiamo scelto di fondare una cooperativa». Semplice, ed eloquente allo stesso tempo, la risposta che Riccardo Ceredi, presidente della cooperativa Lamiera Più di Cesena, dà alla domanda sul perché di questa scelta imprenditoriale. Opzione di cui nessuno si è pentito. «Abbiamo iniziato il 30 settembre 2005 con sei soci – ricorda Ceredi – alcuni di loro con una lunga esperienza e la voglia di scommettere su se stessi ed ora l’azienda conta su 27 dipendenti complessivi ed un fatturato di 5 milioni». Dall’inizio vero e proprio dell’attività, nel febbraio 2006, la cooperativa ha vissuto un crescendo in termini di nuove assunzioni e di valore della produzione, arrivata da un milione e mezzo nel 2006, a 2 milioni 750mila euro l’anno successivo e ad oltre 3 nel 2008. Preparazione, versatilità, disponibilità e competitività nei confronti del cliente sono sempre state le parole d’ordine di Lamiera Più. Non a caso si presenta sul proprio sito come una società capace di sviluppare, analizzare e realizzare qualsiasi lamierato e tubolare, anche di tecnologia innovativa, garantendo, grazie al proprio personale ed alla dotazione tecnologica, la più elevata esperienza e capacità e la massima velocità d’esecuzione, sia per il piccolo artigiano che per la media/grande industria, sia in conto vendita che in conto lavoro. Ed è proprio questo la filosofia che anima il lavoro dell’azienda. «Non abbiamo mai puntato per scelta ai grandissimi clienti – ricorda Ceredi – preferendo garantire un servizio efficiente per realtà medio, piccole e privati. Per intenderci abbiamo una media mensile di circa 320 clienti ai quali vogliamo garantire la qualità della nostra prestazione. Forse proprio per questo motivo abbiamo risentito meno della crisi. Diciamo, poi, che il nostro ambito non va al di là del territorio regionale». Quali sono le difficoltà maggiori che si incontrano nel vostro settore? «Una delle prime, che però accomuna tutto il mondo delle imprese, è l’accesso al credito. E sempre molto difficile convincere le banche ad erogare finanziamenti . L’altro aspetto problematico è quello della reperibilità di personale specializzato. Ci siamo accorti che anche molti giovani hanno varie ritrosie ad affrontare percorsi formativi per essere in grado di svolgere al meglio questo tipo di lavoro. In fabbrica, infatti, abbiamo operai esperti, attorno alla cinquantina, ma anche giovani che magari hanno fatto uno stage da noi e poi sono rimasti». Essere una cooperativa vi ha in qualche modo facilitato sul mercato? « Diciamo che ci sentiamo le spalle più solide e c’è condivisione sul lavoro perché tutti puntiamo al bene dell’azienda di cui siamo soci. Ma, a parte questo, i vantaggi che si potevano avere rispetto ad una srl risalgono ormai al passato. E poi tocca a noi dimostrare di essere bravi». E d’accordo sulla creazione di una unica realtà cooperativa (Alleanza cooperative italiane ndr)? «Certamente. Ma penso anche che dovrebbero essere aumentati i rapporti tra cooperative, e parlo anche in termini di reciproche commesse, proprio perché apparteniamo ad un’unica grande famiglia. E questo non è ancora molto evidente nel nostro mondo. Per quanto ci riguarda puntiamo a consolidare la nostra posizione sul mercato, anche perché abbiamo da poco cambiato sede aumentando gli spazi a nostra disposizione. Un investimento che vogliamo far fruttare per il futuro».
Gaetano Foggetti
(dal Corriere Romagna del 14/12/2015)

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