Settembre 1, 2015

Le interviste ai giovani cooperatori sul Corriere Romagna: Luca Campana (CAIEC)

«Essere cooperative è ancora un valore. Ambiente ed atmosfera di lavoro sono diversi dal privato e i soci possono e devono giocare un ruolo importante, ed è per questo che sono convinto vada rivalorizzata la loro partecipazione». A sottolinearlo con forza è Luca Campana, responsabile amministrativo di Caiec, dove è entrato nel 2005 a 25 anni di età: il Consorzio artigiani impianti elettrici Cesena nato nel 1976, attivo a Forlì-Cesena, Rimini e San Marino nel settore dell’impiantistica elettrica, meccanica e termoidraulica. Campana si occupa della gestione finanziaria e amministrativa sia di Caiec sia delle società direttamente partecipate da quest’ultimo, entrambe nate nel 2007: l’immobiliare Caiec costruzioni e la Eco Energia Srl, impegnata nella realizzazione e gestione di impianti e sistemi per la produzione e l’utilizzazione dell’energia da fonti rinnovabili. «Una svolta della nostra storia – prosegue Campana – è stata la nascita nel 2000 di Elfi Elettroforniture Italia spa, che ha unito i rami commerciali dei consorzi Caiec, Cear di Forlì e Ceir di Ravenna, ottenendo risultati importanti in termini di fatturato e dando grande forza ai consorzi nei confronti dei propri soci». Un mercato che resta molto complesso.
 
lucacampana
«Certamente, soprattutto per quanto riguarda il suo aspetto finanziario: la riscossione dei crediti è sempre più difficile e pure gli enti pubblici non rappresentano più una sicurezza, alla luce anche di una normativa sugli appalti che dà ben poche certezze mettendo al centro il massimo ribasso, con grave pregiudizio spesso per le imprese del territorio e a scapito molte volte della qualità e affidabilità dei lavori». In un simile contesto come valuta la raccolta di firme da parte di Aci (Alleanza cooperative italiane) per il disegno di legge contro le false coop? «La normativa sarebbe importante ma ancora di più potrebbe esserlo una discesa in campo della cooperazione in generale per tutelarsi. Mi sembra che, anche di fronte a casi evidenti, alle volte manchi una presa di coscienza. Il sistema deve essere più rigido nei confronti di chi ha sbagliato». Quali i pro e i contro di agire sul mercato come cooperativa? «La difficoltà più grande sta nello spiegare che la cooperazione ha un seguito positivo tra soci e può giocarsi il valore aggiunto della territorialità dell’impresa. E’ chiaro che non mettendo al primo posto il reddito e non dividendosi gli utili la differenza tra noi e il privato è evidente». Chiari gli obiettivi per il prossimo futuro. «Siamo al lavoro per compattare le strutture territoriali – sottolinea Campana – e creare un unico strumento per acquisire appalti e distribuirli ai soci romagnoli. La nostra forza sul mercato sarà proporzionale al bacino di utenti. Personalmente, poi, ambisco a mantenere la tranquillità lavorativa e l’armonia tra i colleghi per poter portare avanti e magari migliorare gli obiettivi che nel lontano 1976 si erano dati i fondatori».

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