Giugno 15, 2015

Stop alle false cooperative: intervista a Andrea Lombardi (Uniser)

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«Essere una vera cooperativa ha un costo in termini di impegno personale di relazione e gestione democratica tra i soci. E giusto, quindi, che ci sia una legge che sanzioni chi si spaccia per cooperatore senza esserlo, cercando solo di sfruttare eventuali vantaggi». A ndrea Lombardi, 33 anni, presidente di Uniser – la cooperativa nata nel 1998 che si occupa del reperimento e della gestione della mobilità internazionale degli studenti per tirocini ed esperienze formative allestero – non ha alcun dubbio ad aderire alla raccolta di 50mila firme promossa anche in Romagna da Alleanza delle cooperative (Agci Forlì-Cesena-Rimini, Agci Ravenna-Ferrara, Legacoop Romagna, Confcooperative Forlì-Cesena, Confcooperative Ravenna e Confcooperative Rimini) da depositare entro i prossimi sei mesi in Cassazione per poi invitare il Parlamento a discutere e votare la proposta. Questa, in sintesi, prevede la perdita della qualifica di cooperativa per quelle imprese che non siano state sottoposte revisioni ed ispezioni; un programma di revisioni per i settori più a rischio; la comunicazione immediata dello scioglimento delle cooperative all’Agenzia delle Entrate e la creazione di un organismo di controllo al Ministero dello sviluppo economico che coordini i soggetti preposti a vigilare. «Siamo 8 soci e 13 dipendenti – riprende Lombardi, difendono la scelta societaria che unisce i suoi colleghi – ed agiamo in un ambito nel quale lItalia, solo nel prossimo biennio, avrà a disposizione qualcosa come 400 milioni di euro di contributi europei per favorire linserimento lavorativo. Nel corso del 2014, poi, abbiamo gestito 500 persone nel 2014 in entrata e in uscita dal territorio nazionale. Numeri che, in mancanza di professionalità e del rispetto della deontologia, possono indubbiamente prestare il fianco ad abusi che vanno puniti e, se possibile, anche prevenuti». Tornando alle motivazioni della richiesta di una legge, il presidente ne ha ben chiare le finalità. «Il controllo democratico di una cooperativa – sottolinea – se esercitato correttamente rappresenta anche un valore aggiunto perché fa sì che lazienda sia una fonte di appagamento per il lavoratore che in questo modo aumenta la propria produttività ». Inevitabile, quindi – come ricordano i promotori della raccolta – «fermare quelle imprese solo formalmente mutualistiche, che inquinano il mercato usurpando la reputazione delle cooperative vere: si offrono a prezzi più bassi, pagano meno i lavoratori, non adottano le misure di sicurezza nei posti di lavoro, spesso eludono il fisco chiudendo e riaprendo le attività sotto un nuovo nome. La raccolta di firme è il tassello di una lotta più ampia con cui l’Alleanza delle Cooperative mette nel mirino il massimo ribasso nelle gare d’appalto, il mancato rispetto del contratto di lavoro, le infiltrazioni mafiose, il rafforzamento della partecipazione dei soci e il sostegno agli osservatori territoriali della cooperazione».

Gaetano Foggetti

(dal Corriere Romagna del 15 giugno 2015)

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