Aprile 17, 2015

Meno Giornali Meno Liberi: presentata una risoluzione in Regione Emilia-Romagna

Valentina Ravaioli, Vicepresidente della Commissione Cultura della Regione, ha presentato giovedì 16 aprile una risoluzione finalizzata ad impegnare la Giunta ad attivarsi col Governo, per sollecitare una riforma complessiva e organica dell’editoria, che determini un quadro normativo certo, correggendo gli abusi del passato rispetto ai finanziamenti pubblici e contemporaneamente tutelando, quale diritto fondamentale e garantito dalla Costituzione, la pluralità dell’informazione.
«I tagli del Governo sui fondi per l’editoria – si legge nel documento – rischiano di minare la sopravvivenza di oltre 20 testate locali in Emilia-Romagna: si chiede pertanto alla Regione di intervenire sul Governo, per scongiurare questa grave situazione e promuovere un piano di sostegno all’editoria».
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Valentina Ravaioli, prima firmataria della risoluzione


 
Nel documento si evidenzia come l’ulteriore riduzione del Fondo per l’editoria per il 2014 e il 2015 (che negli anni è stato già pesantemente decurtato passando da 506 milioni a 48 milioni e retroattivamente tagliato nel 2013) stia ulteriormente colpendo un settore già in fortissima crisi e minando l’esistenza di numerosi giornali.
Testate che, si legge nelle risoluzione, svolgono un ruolo determinante “per il pluralismo dell’informazione , per la democrazia, per la copertura delle notizie in aree geografiche e realtà sociali non toccate dall’informazione prodotta dai grandi media nazionali e per il controllo da parte dei cittadini dell’operato delle pubbliche amministrazioni e degli enti locali, oltre a rappresentare una realtà estremamente significativa dal punto di vista occupazionale, sia in termini diretti sia in termini di indotto (aziende grafiche, tipografie, trasportatori ed in particolare le edicole che rappresentano una rete di vendita capillarmente diffusa, anche nelle zone più periferiche, e garantiscono il rapporto tra stampa locale, territorio e cittadini)”.
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“Sul fronte dell’informazione la presenza di più voci, diverse tra loro per sensibilità e storia, offre ai cittadini un’irrinunciabile possibilità di approfondimento, secondo diversi punti di vista e prospettive, in quell’ottica di apertura e confronto che rappresenta una tutela fondamentale rispetto ai rischi connessi a situazioni di oligopolio. – dichiara la VicePresidente Ravaioli – Per questo occorre procedere, al fine di correggere le dinamiche che in passato hanno causato storture ed abusi connessi ai finanziamenti pubblici, ad una riforma complessiva dell’editoria, di concerto con le varie organizzazioni di categoria che da tempo la sollecitano, evitando tagli selvaggi ed indiscriminati che, con la scomparsa di numerose testate, in particolare nel mondo della cooperazione e del non profit, determinerebbero, oltre a gravissime conseguenze occupazionali, un pericoloso deficit di informazione, mettendo a repentaglio un diritto inattaccabile, sancito dalla nostra Costituzione”.
Pertanto, secondo i sottoscrittori della risoluzione (oltre alla prima firmataria Ravaioli, i colleghi Bessi, Cardinali, Iotti, Marchetti, Mumolo, Poli, Prodi, Rossi, Torri, Zoffoli) occorre che la Giunta si attivi presso il Governo non solo per ripristinare i fondi per il 2014-2015 a cui le testate hanno diritto, ma affinchè ‘si avvii quella riforma generale del settore di concerto con le organizzazioni di categoria editoriali, giornalistiche, poligrafiche e della distribuzione, che le stesse sollecitano da tempo, a partire da un quadro normativo chiaro e certo dei contributi pubblici destinati alle testate edite da cooperative di giornalisti ed associazioni no profit. Voci importanti che vanno difese a garanzia di un reale pluralismo dell’informazione.

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