Marzo 5, 2015

Preoccupazione per split payment e reverse charge: Legacoop Romagna incontra Marco Di Maio

C’è fortissima preoccupazione nel mondo delle imprese per i nuovi meccanismi di fatturazione dell’IVA introdotti dal Governo con la Legge di Stabilità: lo “split payment” e il “reverse charge”. «Entro breve ci troveremo di fronte a un inasprimento delle condizioni finanziarie per molte imprese, in un momento in cui la liquidità è il vero problema per tanti»: l’allarme è stato lanciato nel corso di un incontro organizzato da Legacoop Romagna alla presenza del deputato Marco Di Maio, componente delle commissioni Finanza e Affari Costituzionali della Camera. Di Maio, che si è reso sin da subito disponibile a seguire il problema a Roma, ha confermato che sono allo studio interventi per mitigare l’impatto della norma e che del caso si sta interessando anche la Commissione Europea. Lo “split payment” ha cancellato il vecchio sistema con cui i soggetti che lavoravano con la Pubblica Amministrazione emettevano e incassavano fatture contenenti sia il prezzo sia l’Iva. Quest’ultima veniva poi pagata dal fornitore all’erario in un secondo momento. Ora invece sono le Amministrazioni a versare direttamente l’Iva al fisco, mentre al posto della liquidità le imprese ricevono un credito su cui chiedere il rimborso. Peccato che il rimborso dei crediti IVA in Italia raggiunga ritardi fino a due anni, mentre i pagamenti della Pubblica Amministrazione abbiano un tempo medio di 165 giorni (+ 107 giorni rispetto alla media Ue). Rino Pensabeni, di Legacoop Nazionale, ha confermato il paradosso. «Da una parte lo Stato non onora nei tempi dovuti i propri debiti verso le imprese, dall’altra con lo ‘split payment’ toglie loro ulteriormente liquidità». In questo modo viene meno un apporto finanziario fondamentale per l’attività delle aziende, specie quelle delle costruzioni, già duramente segnate dalla crisi economica. Simile allo “split payment” è il meccanismo del “reverse charge”, che impedisce al fornitore di incassare l’IVA per una serie di prestazioni tra privati. Questo tipo di inversione contabile, ora allo studio della UE, riguarda i soggetti che lavorano con la grande distribuzione organizzata, e rappresenta un potenziale pericolo da stigmatizzare, in pariticolare per la filiera agroalimentare. »Le imprese vanno messe nelle condizioni di creare la ripresa e non viceversa», ha detto il direttore generale di Legacoop Romagna, Monica Fantini.

Grazie per avere visitato il nostro sito www.legacoopromagna.it
Il sito è attualmente in versione beta, vi chiediamo di compilare questo modulo di feedback. Utilizzeremo le vostre risposte per migliorare la versione definitiva.
Grazie per il vostro tempo e il vostro contributo.

Clicca Qui!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Rimani aggiornato sulle iniziative di Legacoop Romagna

Iscriviti