Luglio 18, 2014

Centrali e Sindacati uniti contro le cooperative spurie

Si è riunito a Forlì il tavolo di confronto sulla cooperazione spuria indetto tra le organizzazioni dei Lavoratori CGIL, CISL e UIL – convocate a livello regionale e territoriale – e le centrali aderenti all’Alleanza delle Cooperative (AGCI Forlì-Cesena, Confcooperative Forlì-Cesena e Legacoop Romagna).
Partendo dalla vicenda COPUA i rappresentanti dei Sindacati e delle Associazioni Cooperative hanno ribadito l’intenzione congiunta di continuare lavorare nella massima coesione e utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione per tutelare i diritti dei lavoratori e salvaguardare le imprese sane, di fronte a comportamenti che si allontanano dai principi e dai valori a cui fa riferimento l’esperienza mutualistica.
alleanzacooplogo
Si è affermata la necessità di promuovere in tutte le sedi i principi non negoziabili che stanno alla base della cooperazione, con una presa di distanza chiara e netta rispetto a coloro che non li applicano nella pratica imprenditoriale. La cooperazione spuria distorce, dequalifica, impoverisce e spesso apre a situazioni di illegalità i territori. Su questo bisogna lavorare insieme, parte pubblica e privata, affinché vengano valorizzate le aziende legate al territorio.
I tanti protocolli firmati in materia, essendo ancora purtroppo non pienamente applicati, non hanno ad oggi portato i risultati attesi da tutti gli attori coinvolti. È ancora in vigore, purtroppo, la pratica del massimo ribasso reale o celato nella proposta economicamente più vantaggiosa e non vengono tutelati coloro che rispettano gli standard di efficienza, qualità e sicurezza.
Quando la qualità imprenditoriale viene letta dal mercato come “demerito” la strada per uscire dalla crisi non solo è lontana, ma inesistente.
Il “dumping” a cui sono sottoposte quotidianamente le imprese locali che applicano i contratti regolari di lavoro, le regole di sicurezza e le disposizioni in materia di qualità e sostenibilità ambientale, rappresenta un grave danno non solo per i lavoratori, ma per tutta una comunità che vede in questo modo compromessa la propria Storia, il proprio presente imprenditoriale e dunque la tenuta sociale per uno sviluppo responsabile. Il tutto dando ulteriore slancio negativo alla situazione di crisi economica in atto.
Per queste ragioni è interesse comune dare esecutività alle leggi regionali in materia e procedere alla formalizzazione degli accordi ad esse necessariamente conseguenti.
È ormai inderogabile un patto regionale che veda coinvolta anche la committenza per la costituzione di un tavolo strutturale in grado di coordinare le scelte in tema di appalti e di operare in stretta relazione con gli organismi previsti dalla legge regionale, in modo da garantire l’integrale applicazione dei contratti nazionali di lavoro sottoscritti da CGIL, CISL e UIL e la “congruita’ genuina” negli appalti.

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