Giugno 30, 2014

Terzo settore, la riforma è necessaria ma delicata

Stiamo assistendo a una fase di rinnovato interesse per il mondo del sociale. Questo potrebbe essere in sé un bene, ma occorre fare alcune precisazioni importanti.
A partire dalle linee guida di riforma del terzo settore che il Governo Renzi ha varato in tempi strettissimi (probabilmente anche un po’ troppo accelerati e delegando alla consultazione on line quel confronto che siamo abituati a svolgere in altre sedi) e che porteranno a una legge delega molto ambiziosa, ancora non ben definita nei suoi contenuti, ma potenzialmente di portata significativa.
Abbiamo dato il nostro contributo, a livello locale e nazionale, apprezzando l’orientamento ma invitando, al tempo stesso, a non dimenticare le specificità delle diverse realtà del terzo settore. La cooperazione sociale non è associazionismo né volontariato: con queste collabora e dovrà farlo sempre più per il futuro, ma è prima di tutto impresa, che svolge lavoro sociale qualificato e rispettando un contratto.
Non smetteremo di ricordarlo, anche alla nostra committenza, per evitare che, in nome di presunti risparmi, si confondano ruoli e responsabilità e si chieda alle associazioni o al volontariato di sostituirsi alla cooperazione sociale.
Tanto più mentre potremmo assistere a nuovi tagli alla spesa pubblica, come quelli del 5% resi possibili in virtù del DL 66 di aprile 2014 (il decreto è stato convertito mentre andiamo in stampa, ne parliamo diffusamente a pagina 3 di questo numero del giornale, ndr), che potrebbero abbattersi anche sui servizi alla persona.
Nello stesso Decreto legge è stato introdotto un emendamento che rende possibile superare, per le Aziende di servizi alla persona che si occupano di servizi socio-assistenziali ed educativi, il blocco delle assunzioni; anche su questo avanziamo qualche perplessità, riservandoci di comprendere meglio la portata che potrebbe avere sulla cooperazione sociale… Auspichiamo che la riforma del terzo settore non si limiti a una manutenzione disorganica di vari aspetti normativi, ma armonizzi il quadro nazionale, regionale ed europeo, con attenzione in particolare alle direttive UE in tema di tempi di pagamento e di inserimento al lavoro delle persone svantaggiate. Crediamo, inoltre, vada posta adeguata attenzione al tema dei “voucher universali”, alla luce di esperienze che evidenziano aspetti positivi, ma anche limiti e distorsioni.
Servono una attenta riflessione e una analisi ben ponderata, senza la fretta di tempi così stringenti, per prendere nella dovuta considerazione un tema tanto delicato quanto importante.

Enrica Mancini
Responsabile Sociali
Legacoop Romagna

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