Febbraio 22, 2014

Vicenda Iter: massimo impegno, senza clamori, ma la crisi delle costruzioni è la peggiore mai vissuta

La drammatica situazione della cooperativa Iter, che Legacoop segue sin dall’inizio, conferma ancora una volta che siamo di fronte alla crisi più terribile mai vissuta in Italia dal Dopoguerra a oggi nel settore delle costruzioni.
Il presidente di Legacoop Romagna Giancarlo Ciaroni

“Iter fa parte della storia della cooperazione e della storia di questo territorio. Preme alla cooperazione, come a tutti i soggetti responsabili, fare il possibile per affiancare l’impresa nella ricerca di soluzioni possibili per l’impresa stessa e per i lavoratori”, dice il Presidente di Legacoop Romagna, Giancarlo Ciaroni. “Legacoop, Federazione e in generale il sistema cooperativo lo stanno facendo sin dall’inizio, con i massimi sforzi e senza clamore, come è abitudine. Anche perché le condizioni del mercato, purtroppo, non consentono facili illusioni”, dice.

“C’è un fatto chiave, che stiamo ripetendo, inascoltati, da anni: senza le commesse è impossibile mantenere il lavoro. Nessun tipo di solidarietà può superare questo dato e lo denunciamo da tempo, insieme alle altre associazioni di categoria che rappresentano imprese edili”, prosegue il direttore di Legacoop Romagna, Monica Fantini.

“Le responsabilità – dice il responsabile Lavoro, Valeriano Solaroli – sono precise: la mancanza di investimenti in infrastrutture; l’insostenibilità degli appalti al massimo ribasso che drogano il mercato e penalizzano le imprese che lavorano nella legalità; la mancanza di risorse per gli investimenti, causata anche dai ritardi cronici di pagamento; il conseguente peso degli aspetti finanziari e infine la necessità di politiche che promuovano un costruire diverso, sostenibile, volto al riqualificare e ricostruire”.

“Cercare facili capri espiatori – prosegue Solaroli – è un esercizio che non fa onore a nessuno. Soprattutto non aiuta i lavoratori e le loro famiglie, che hanno esigenze ben precise. Negli ultimi anni abbiamo messo in campo ogni strumento in nostro possesso per ricollocare le persone che sono uscite dalle aziende in crisi, in un mercato del lavoro che purtroppo è del tutto saturo”.

“Il movimento cooperativo – conclude Monica Fantini – ha sempre messo al centro le esigenze della persona e dal 2008 ad oggi è riuscito a difendere i posti di lavoro con ogni mezzo possibile, anche con scelte difficili. Continueremo a farlo, ma serve un impegno straordinario a ogni livello. Ci auguriamo che il nuovo Governo prenda atto della situazione e realizzi davvero il cambio di passo promesso”.

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