Gennaio 20, 2014

Più lavoro per le coop sociali "di tipo B": firmato il protocollo del Comune di Forlì

Si fanno più stretti i rapporti tra il Comune di Forlì e le cooperative sociali di inserimento lavorativo di persone con disabilità o altri svantaggi sociali (cosiddette “di tipo B”). Dopo l’approvazione in consiglio comunale, avvenuta il 26 novembre, giovedì mattina in municipio è stato firmato il patto che vede protagoniste l’amministrazione, le Centrali Cooperative e le Organizzazioni Sindacali.
L’obiettivo è quello di rendere più presenti le opportunità di lavoro per questo tipo di cooperative all’interno delle commesse e dei servizi promossi non solo dal Comune, ma anche dalle sue società partecipate. Alla firma, infatti, erano presenti anche i vertici della holding Livia Tellus spa.

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Alla firma hanno preso parte il Direttore Generale di Legacoop Romagna Monica Fantini e la Responsabile Servizi e Sociali Enrica Mancini, insieme ai rappresentanti di AGCI, Confcooperative e delle Organizzazioni Sindacali di categoria FP CGIL, FISASCAT CISL e FPL UIL.


 


Il Protocollo prevede l’avvio di un percorso finalizzato a rendere sistematiche, all’interno della struttura comunale e degli organismi partecipati, partnership con la cooperazione sociale volte alla produzione di servizi di qualità e alla creazione di azioni positive di inserimento lavorativo.
Alla firma hanno preso parte il Direttore Generale di Legacoop Romagna Monica Fantini e la Responsabile Servizi e Sociali Enrica Mancini, insieme ai rappresentanti di AGCI, Confcooperative e delle Organizzazioni Sindacali di categoria FP CGIL, FISASCAT CISL e FPL UIL.
Davide Drei, assessore alle Politiche di Welfare del Comune di Forlì, dice: «Con questo strumento abbiamo finalmente un quadro di riferimento per il Comune riguardo le politiche attive del lavoro rivolte a fasce deboli, che non lascino all’occasionalità il rapporto dei diversi settori dell’Amministrazione e delle società partecipate con le realtà cooperative. Tutto questo per evitare che la rivisitazione della spesa pubblica tagli importanti opportunità di inserimento lavorativo e sociale di figure fragili nel mercato del lavoro. Crediamo invece che negli attuali tempi di crisi economica e occupazionale sia dovere prioritario degli Enti Locali realizzare modelli di produzione di servizi che includano anche persone a rischio di esclusione dal mondo del lavoro».
Il Protocollo rimane aperto a future adesioni degli altri Comuni del comprensorio, al fine di armonizzare il più possibile un modello di politica di inserimento occupazionale a livello di Unione.
 

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